LA LIVENZA

GRAVEL IN THE LAND OF VENICE

PROVINCIA: TREVISO

LOCALITÀ DI PARTENZA: MOTTA DI LIVENZA

INTERESSE: ATTRATTIVO

PROVINCIA: TREVISO
LOCALITÀ DI PARTENZA: MOTTA DI LIVENZA
INTERESSE: ATTRATTIVO

MAPPA E ALTIMETRIA

Mappa La Dama
planimetria la dama

DATI DEL PERCORSO

84,3 km. 140 mt. disl.+ 04:00′ 1 mt. 14 mt.
lunghezza dislivello tempo quota min. quota max
84,3 km. 140 mt. disl.+ 04:00′
lunghezza dislivello tempo
1 mt. 14 mt.
quota min. quota max

Arte cultura

La storia

La natura

Eno-gastronomia

Impegno fisico

SUPERFICI PERCORSO

SINGLE TRACK 15,67%
SENTIERO 33,1%
NON ASFALTATA 0
STERRATO 21%
PAVÈ 0
LASTRICATO – STRADA BIANCA 6,3%
ASFALTO 24%

PUNTI DI PASSAGGIO

MOTTA DI LIVENZA Duomo
La Castella
Basilica Madonna dei Miracoli
SAN STINO DI LIVENZA Bosco di Bandiziol e Prassacon
MANSUE’ Prà dei Gai
GAIARINE Val del Gorg
BRUGNERA Parco di VillaVarda
PORTOBUFFOLE’ Borgo fra i più belli d’Italia
GHIRANO Tremeacque
MEDUNA DI LIVENZA

SUPERFICI PERCORSO

SINGLE TRACK 15,6%
SENTIERO 33,1%
NON ASFALTATA 0
STERRATO 21%
PAVÈ 0
LASTRICATO – STRADA BIANCA 6,3%
ASFALTO 24%

PUNTI DI PASSAGGIO

MOTTA DI LIVENZA 
Duomo
La Castella
Basilica Madonna dei Miracoli
SAN STINO DI LIVENZA
Bosco di Bandiziol e Prassacon
MANSUE’ 
Prà dei Gai
GAIARINE 
Val del Gorg
BRUGNERA
Parco di VillaVarda
PORTOBUFFOLE’ 
Borgo fra i più belli d’Italia
GHIRANO 
Tremeacque
MEDUNA DI LIVENZA

Un terreno fertile solcato dalle acque del fiume Livenza che scorre rapido, sinuoso a meandri. Pedaleremo tra piccoli paesi, colline e campagna. Il fiume ci accompagnerà alla scoperta di un’area ricca di sorprese fra una natura rimasta incontaminata e una storia secolare.

 Il punto di partenza di questo nostro viaggio lungo 83 km è Motta di Livenza. Con la nostra bicicletta percorreremo per lunghi tratti le sponde del fiume, immersi nel verde, e raggiungeremo luoghi non accessibili alle auto, attraversando siti naturalistici molto suggestivi, ma anche luoghi ricchi di storia.

LA VISTA (arte e cultura)

Lungo il nostro viaggio incontreremo dei piccoli gioielli e un’atmosfera magica alla quale è impossibile sottrarsi

“Per altro sopranome io nol conosco, s’io nol togliessi da sua figlia Gaia. Dio sia con voi, ché più non vegno vosco.” È così che Dante Alighieri celebra la poetessa Gaia Da Camino nel  XVI Canto del Purgatorio. Signora di Portobuffolè, Gaia da Camino è descritta come una donna determinata, appassionata e colta, della quale si narrano singolari e distantissimi aneddoti.  Ed è proprio Gaia  l’elemento di fascino e mistero a farci da guida nel borgo storico e artistico di Portobuffolè, il gioiello più luminoso che  incontreremo nel nostro viaggio. Portobuffolè si fregia della bandiera arancione dei “Borghi più belli d’Italia”

.

L’UDITO (storia)

La Serenissima Repubblica di Venezia portò un lungo periodo di splendore e ricchezza lungo il corso del fiume Livenza.

Motta di Livenza nel 1291 viene nominata “Figlia primogenita della Serenissima”. Nel 1511 “Figlia prediletta della Serenissima Repubblica”. La sua storia è legata alla storia di Venezia. Trovandosi lungo la Postumia, un’antica arteria dell’Impero Romano, fu luogo di transito e poi terra di feudi e diocesi. La presenza della Basilica della Madonna dei Miracoli è meta di consistenti pellegrinaggi. Fu eretta in seguito all’apparizione della Madonna a un umile contadino, Giovanni Cigana, nel 1510.

Quando il Veneto fu ceduto all’Austria, iniziò per questi territori un periodo di declino, accentuato dalle angherie delle due guerre mondiali, con numerosi lutti e una conseguente emigrazione. Ma nel dopoguerra l’area abitativa lungo il Livenza ha avuto la grande capacità di risollevarsi. E grazie alla saggezza e alla buona volontà dei suoi abitanti, è diventata un distretto molto importante del mobile. I paesi lungo il fiume dovettero soffrire infine le distruzioni delle due alluvioni del del 1956 e del 1966 che li sommersero interamente nel fango.

L’OLFATTO (natura)

Pedalando lungo questo itinerario si possono scoprire e respirare le meraviglie della Livenza. Un microcosmo incantato che si può godere, attraverso tutti i sensi, solamente sulle due ruote.

Il paesaggio varia, regalandoci sorprese e lasciandoci senza fiato, grazie ad una flora e una fauna uniche nel loro genere. Le acque sono ricche di vita: trote, carpe, lucci e anguille, un pullulare di vita acquatica. E Il Prà dei Gai, il bacino naturale del fiume Livenza in caso di piena, è una grande oasi di verde visitabile quando non è inondato.

Il GUSTO (enogastronomia)

Le campagne  bagnate dai fiumi Piave e Livenza, sono state rese fertili e produttive da una lunga tradizione contadina. I campi e gli orti sono ben coltivati, nelle stalle e nei cortili s’incontrano ancora numerosi animali domestici. E importanti rapporti con le città, soprattutto Venezia, hanno saputo creare, in questo territorio, una cultura enogastronomica fra le più interessanti per ricchezza, varietà e gusto.

Zuppe, minestre, risotti d’ogni sorta, fra cui i risi co’ la luganega, i risi co’ i spàrasi, e quelli co’ i bruscàndoli, la sòpa coàda alla mottense con carne di gallina, o alla trevigiana con i piccioni, paste semplici e farcite.
E l’immancabile polenta, in questa zona solo bianca. E per tutti i piatti l’offerta di vini è ricchissima grazie a una lunga e affermata tradizione enologica.

TATTO (impegno fisico)

E’ il percorso più lungo fra quelli proposti, completamente pianeggiante, ribattezzato delle “tre province”. Il percorso propone un doppio passaggio a Motta di Livenza: dopo la partenza, il secondo passaggio ci permetterà, per chi vuole, di visitare il Santuario della Madonna dei Miracoli, teatro dell’Apparizione a Giovanni Cigana, il 9 marzo 1510. Uno sconfineremo nel veneziano con San Stino di Livenza, ci introdurrà nel Bosco di Bandiziol, per poi risalire contro corrente il Livenza e arrivare nel bellissimo borgo di Portobuffolè, fra i “più belli d’Italia”. L’itinerario ci riserverà uno sconfinamento anche in provincia di Pordenone, dove a Brugnera potremo visitare il Parco di Villa Varda. Il percorso come detto, si sviluppa lungo il corso del fiume Livenza, sfruttando i vari tratti resi ciclabili sugli argini ma riservandoci anche numerose “strade bianche”, soprattutto in zona Prà dei Gai, fra le più belle della Marca Trevigiana.

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I percorsi sono stati più volte testati dai nostri volontari, verificando tutte le informazioni presenti su questo sito, ma non ci è possibile garantire l’esattezza o la precisione delle stesse. Ringrazieremo pertanto in anticipo, ogni segnalazione per la gestione di eventuali problematiche rilevate lungo l’itinerario (da inviare a percorsigravel@gmail.com).

Si ricorda che tutti gli itinerari sono aperti al traffico veicolare, pertanto devono essere percorsi rispettando il codice della strada e delle vigenti leggi.

L’autore declina ogni e qualsiasi responsabilità, civile e penale, per eventuali danni subiti o procurati a persone, animali e cose che dovessero verificarsi lungo il tragitto.

L’autore non si assume alcuna responsabilità per eventuali variazioni topo-geografiche degli itinerari proposti, la cui percorrenza avviene a proprio rischio e pericolo.

Si è cercato di evitare i passaggi in proprietà private, ma questo non esclude che ci possano essere delle situazioni non a nostra conoscenza che comportino di richiedere l’autorizzazione dei rispettivi proprietari per il transito.

I tempi di percorrenza e i livelli di difficoltà degli itinerari si basano su ciclisti di medio livello, sono sempre scelti con criteri soggettivi e questi dati possono variare anche sensibilmente a seconda delle condizioni climatiche e ambientali.

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